Ciao a tutti! Il mio nome é Manola, anche se per gli amici sono da sempre “La Lolla”.
Giornalista italiana con la passione dei viaggi, da sei anni ho deciso di dare un cambio netto alla mia vita, lasciandomi alle spalle il caos e lo stress della metropoli per trasferirmi sulla meravigliosa isola di Fuerteventura.
Qui mi occupo prevalentemente di turismo, anche se la scrittura resta sempre la mia fedele alleata, nonché un tramite eccellente con cui mi piace “far viaggiare” con la fantasia anche chi, per diversi motivi, non puó farlo nella realtá.

Non importa quindi dove voi siate in questo momento, se sul divano di casa o nel vostro ufficio; oggi vi porteró con me in un meraviglioso viaggio virtuale alla scoperta di una piccola perla del nostro Arcipelago: l’Isola di Lobos.
Siete pronti allora? Perché si parte!
Per raggiungere questo atollo dichiarato riserva naturale dal 1982 e grande poco meno di 5 Km, bisogna imbarcarsi dal porto di Corralejo.
I piú temerari potranno optare per i veloci e scattanti “taxi-boat”, mentre i piú tradizionali avranno a disposizione il classico e rassicurante traghetto che in 15 minuti coprirá i due Km scarsi di distanza che dividono “Punta de Tivas” ( a sud est di Corralejo) da Lobos.

Onde evitare un tipo di turismo eccessivamente massivo, da qualche tempo gli accessi all’isola sono limitati, quindi per non rischiare di rimanere a terra, vi consiglio di programmare con almeno 3 giorni di anticipo la vostra escursione ed informarvi presso le autoritá portuali in merito agli accessi giornalieri consentiti.
Una volta ricevute tutte le indicazioni, non vi resterá altro da fare che riempire un piccolo zaino con una crema solare, una maschera da snorkeling, un buon obiettivo fotografico, acqua, snacks e un bel paio di scarpe comode.
Perché l’isola, oltre ad offrire lembi di sabbia incontaminata dove potrete crogiolarvi al sole, offre anche sentieri e viste dall’alto assolutamente imperdibili.


Prima che mi dimentichi, sapete da dove l’isola deriva il suo nome? Niente pó pó di meno che dai primi e ormai estinti suoi abitanti, ovvero i “leoni” (in spagnolo, “lobos”) marini che un tempo ne popolavano in gran quantitá le sue coste.
Allora, avete preso tutto?
Sbarcati al piccolo molo di Lobos vi troverete dinanzi ad un paesaggio tanto incredibile quanto variegato.
Un mix incredibile di colori che vanno dal blu cristallino delle sue acque, al candore delle sue spiagge, dal verdearancio della sua vegetazione baciata dal sole, al bruno dei suoi sentieri rocciosi.
Da dove preferite iniziare la nostra escursione?
L’isola e’ infatti percorsa da un sentiero circolare viabile sia in senso orario che antiorario.
Per ovviare al calore e dare al corpo il giusto “sprint”, io opterei subito per una visita a “El Puertito”.
Non c’è nulla di piú energizzante di un bel tuffo tra le acque fresche e cristalline di queste piscine naturali!

Come dite?
Ora vorreste rilassarvi un pó sotto al sole e farvi magari qualche foto paradisiaca da inviare ai colleghi rimasti in cittá?
Detto e fatto! La spiaggia de “La Concha”, un lembo di spiaggia bianca circondata da acque basse color acquamarina e ideali per fare snorkeling, e’ il posto ideale.
Vedrete che scatti magnifici!

Ora che le pile sono state ricaricate é tempo di mettersi in marcia.
Prossima tappa, prima di raggiungere la “Montaña de la Caldera” ovvero il punto piú elevato dell’isola, sono le “Saline di Marrajo”. Queste saline risalgono alla metà del secolo scorso, ma non furono mai terminate perchè in quegli anni nacquero nuovi modi di conservazione degli alimenti e la richiesta di sale andò ben presto esaurendosi.
Siete pronti ora per la nostra piccola arrampicata sulla “Montaña de la Caldera”??
Non fate quella faccia, raggiungere la cima è un’impresa davvero alla portata di tutti e vi assicuro che il panorama di cui si gode da lassù ripaga di tutta la fatica!
Fuerteventura e Lanzarote viste dall’alto sono talmente vicine che sembrano sfiorarsi!
E che dire del panorama offerto dalle splendide e selvagge dune di Corralejo ?!?
Questa altura altro non è che un cono vulcanico aggredito dalla forza costante dell’Oceano e ridotto oggi ad un cratere a forma di anfiteatro circolare.

E’ ora di scendere!
Perché rimangono ancora un paio di cose assolutamente imperdibili: il “Faro del Martiño” e “Jable de la Cocina”.
Il faro di Lobos fu costruito attorno alla metá del XIX sec ed è stato il primo luogo di residenza permanente sull’isola. Fu abitato fino al 1968, dopo di ché fu automatizzato.
Ultima tappa prima di ritornare verso il molo é “Jable de la Cocina”, una spianata sabbiosa di una bellezza assoluta.
Qui la sabbia pallida irradia di una tonalità dorata il paesaggio circostante, caratterizzato da tumuli ricoperti dalla vegetazione tipica di questa zona litoranea.
Il nostro tour virtuale sull’isola di Lobos è terminato! Spero davvero che vi sia piaciuto e che possiate avere presto l’occasione di visitare in prima persona questo piccolo paradiso naturale, perché ne resterete sicuramente rapiti!
Ci vediamo alla prossima tappa!
di: Manola Mancuso
foto di: Matteo Ferrini

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